dscn3062La quinta tappa è quella che raggiunge la maggiore altitudine di tutto il Tour del Monte Bianco ed è anche probabilmente la più difficile, pur essendo sempre alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento. In caso di pioggia o neve, data l’esposizione dei due tratti a ridosso della Fenêtre D’Arpette, è consigliabile non affrontarla, scegliendo la più semplice alternativa della variante di Bovine, che, benché trascurato dalla maggior parte degli escursionisti, è considerato ancora il percorso ufficiale del TMB.

Da Champex, sulle sponde del lago, si prosegue lungo la strada verso Champex Bas e, poco dopo aver superato il campeggio sulla destra, si prende a sinistra la stradina per il Relais D’Arpette. A breve, un’indicazione per il TMB, indica di prendere il sentiero a destra che passa accanto agli impianti di risalita e si inoltra nel bosco. Il percorso viene affiancato da una bisse (canale di irrigazione), che lo accompagnerà per buona parte del tempo fino a quando non si raggiungerà la strada sterrata poco prima del Relais D’Arpette (1627mt, 40m).

dscn3066Passato il rifugio si prosegue lungo la strada sterrata che, poco dopo aver superato alcuni chalet ai margini dei prati, diventa impraticabile ai mezzi e in 30/35 minuti conduce ad una indicazione per il sentiero del TMB sulla destra. Si attraversa una piana acquitrinosa e, raggiunta una zona più aperta, si comincia decisamente a salire. Superato il bivio che a sinistra conduce alla Cabane D’Orny, si oltrepassa il limite di vegetazione e si raggiunge un altro bivio (2100mt), dal quale si diparte la traccia di sentiero che risale l’ampia Combe des Ecandies. Il sentiero si fa ora via via più ripido e difficile, inoltrandosi presto in una zona di grandi massi fra i quali va prestata
particolare attenzione nel seguire le tracce e che talora possono risultare instabili. Superata questa sezione, si oltrepassa un piccolo nevaio e ci si inerpica lungo il tratto finale a zig zag, che in 20/30 minuti conduce alla Fenêtre D’Arpette (2665mt, 3h 20m /4h), splendido belvedere sulla Vallée du Trient e il ghiacciao omonimo.

La discesa, che nella parte iniziale richiede particolare attenzione per la sua ripidità, diventa più semplice mano a mano che si perde quota, senza perdere mai divista il ghiacciaio. Poco dopo aver raggiunto le dscn3070baite in rovina di Vésevey (2096mt), si entra in un bosco, all’uscita del quale, sulla sinistra, un sentiero permette in 20 minuti circa di raggiungere la fronte del ghiacciaio. Rimanendo sul sentiero principale, invece, si raggiunge a breve lo Chalet du Glacier (1583mt, 2h / 6h), che non offre possibilità di alloggio, e il bivio per il Refuge les Grands, a cui si giungerà il giorno successivo. Nel bosco di sempreverdi che si attraversa appena prima di arrivare allo Chalet du Glacier, vi sono, nascoste fra gli alberi, alcune piazzole che permettono, nell’emergenza, di piazzare la propria tenda.

Per raggiungere Le Peuty si attraversa il torrente su un ponte e si prosegue su un sentiero a mezza costa fino a raggiungere una strada asfaltata. La si prende a sinistra e la si segue, tagliando per alcuni evidenti sentieri i lunghi tornanti, fino a raggiungere l’abitato di Le Peuty (1328mt, 40m / 6h 40m). Se si vuole campeggiare, lo spiazzo erboso davanti alla gîte d’étape all’ingresso del paese (37 posti letto) è il luogo dove piazzare la propria tenda: prima di sera passerà un incaricato per il pagamento. Se non si è autonomi per il mangiare, a Trient, a 10/15 minuti di cammino, è possibile trovare un negozio e un ristorante.


Commenti

tappa 5 – da Champex a Le Peuty — 2 commenti

  1. Non avendo la tenda se non si trovasse posto a Le Peuty che alternative ci sono per il pernottamento nella zona?

    • Buongiorno,
      L’alternativa è scendere fino ad Argentiere, magari in autobus, e tornare a le peuty la mattina successiva o salire direttamente al lac Blanc per un altro itinerario.
      Buon tmb!

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